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Corno alle Scale negli Appennini Bolognesi: Un mondo a parte

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Al confine tosco-emiliano, una porzione della catena appenninica contiene il parco regionale del Corno alle Scale. Con cime che raggiungono quasi i 2.000 metri, è un paradiso sia invernale che estivo per gli appassionati di attività outdoor. Esistono ancora piccoli borghi di montagna che portano avanti le loro antiche tradizioni, rendendo il Corno alle Scale un’avventura ideale per quasi tutti.

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Corno alle Scale innevato

E che inverno sia!

Poiché la maggior parte delle persone visita questa zona per godersi i grandi spazi aperti, inizieremo il nostro tour proprio così. Fortunatamente sia per i toscani che per gli emiliani, Corno alle Scale dista solo poco più di un’ora dai capoluoghi di Bologna e Firenze. È diventata la meta preferita degli sciatori con 36 km di piste, 5 seggiovie e un tappeto mobile. Grazie all’innevamento artificiale, qui puoi sciare circa sei mesi all’anno. C’è un “baby park”, uno snowpark per gli snowboarder e una scuola di sci, quindi è adatto a tutti i livelli.

Qui è dove l’olimpionico di fama mondiale Alberto Tomba si è avventurato per la prima volta lungo un pendio. Infatti, diverse piste prendono il nome dallo stesso mito italiano. Qui si praticano anche lo sci di fondo e le ciaspolate e il parco propone escursioni guidate quasi giornaliere. Puoi controllare il calendario degli eventi qui.

Dalla stazione di Porretta Terme c’è un comodo autobus, il Colbus, che collega i maggiori centri del Parco fino al comprensorio sciistico. Puoi prenotare il biglietto in anticipo. Clicca qui per maggiori dettagli.

Vivere la primavera e l’estate

Quando la neve si scioglie e le giornate si allungano, il parco brulica di vita. I fiori di campo e la vita animale prosperano in questo habitat e gli escursionisti, gli alpinisti e gli appassionati di mountain bike si dilettano negli infiniti sentieri e nel clima piacevole del parco.

Concentrandosi solo nella zona del Corno alle Scale, ci sono tre diversi itinerari per gli escursionisti: facile, medio e difficile. Gli escursionisti inesperti o le famiglie con bambini piccoli possono usufruire delle seggiovie Cavone e Rocce che operano nel periodo estivo per portarli in cima al Corno. Da lì, il sentiero CAI 129 porta all’incontaminato lago di Scaffaiolo.

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Lago di Scaffaiolo

Anche i percorsi per mountain bike di vari livelli sono da provare. Ci sono due punti di noleggio bici (a Vidiciatico e Cavone) oltre a guide a disposizione.

Il boulder sta rapidamente diventando il passatempo preferito degli appassionati di arrampicata con dislivelli tra i 1.200 e i 1.700 metri.

Come se tutto questo non bastasse, a Corno delle Scale puoi praticare sia l’equitazione che il tiro con l’arco!

I borghi montanari

I caratteristici borghi del parco sono rimasti isolati e intatti per secoli. Tra i primi residenti, infatti, furono probabilmente i Liguri, gli Etruschi e persino i Galli. Sorprendentemente, alcune tradizioni di queste culture sono state conservate fino ai giorni nostri, come l’uso delle “mummie”, le teste scolpite in pietra che adornano le case e camini.

Lizzano in Belvedere, considerato il centro più importante del Corno alle Scale, risale al V secolo quando la zona era sotto il dominio bizantino. A quest’epoca risalgono sia il campanile della chiesa che il tempio, detto il Delùbro. Questo è un borgo davvero affascinante che offre sia la storia che tutti i comfort moderni di cui un visitatore avrebbe bisogno, dalle sistemazioni in hotel ai ristoranti ai negozi.

La chiesa di San Mamante a Lizzano in Belvedere

A 810 metri sul livello del mare si trova un altro gioiello di montagna, il paesino di Vidiciatico. La sua chiesa risale alla fine del 1300. Da qui si può salire fino alla fontana dell’Affrico, riempire la boraccia di acqua fresca di sorgente di montagna e proseguire per Budiara e il monte Pizzo. Ci sono anche hotel, ristoranti e servizi qui che la rendono un’altra scelta eccellente per un pernottamento.

Infine, siamo giunti al borghettino di Madonna dell’Acero. Questo è il paese con la quota più alta (1.200 metri) chiamato per la leggenda della “Madonna dell’Acero”. Si narra che intorno al XV secolo due pastori trovarono riparo da una bufera di neve estiva sotto un acero e che uno di loro, un sordomuto, miracolosamente riacquistò l’udito e la parola quando apparve la Vergine Maria. La sua immagine fu scolpita nel tronco dell’acero e subito dopo fu costruito un santuario a lei dedicato. Si dice che molti miracoli siano avvenuti negli anni successivi. Il tronco originario ora fa parte dell’altare del santuario e al suo posto è stato piantato un nuovo acero. Il borgo è meta di pellegrinaggio, soprattutto nel mese di agosto.

La cultura montanara

La cultura che fiorisce non solo da secoli, ma da millenni si può apprezzare in ogni aspetto della vita qui dalla natura, ai borghi, alle feste e alle tradizioni culinarie.

Se sei un appassionato di storia o semplicemente interessato a saperne di più sulla zona, assicurati di visitare il Museo Etnografico “G. Carpani” a Poggiolforato, aperto principalmente nei mesi di luglio e agosto.

Tutti gli agriturismi offrono una cucina genuina con ingredienti a km 0 come funghi, castagne, cinghiale e altra selvaggina.

Ogni ottobre da oltre vent’anni le associazioni locali organizzano una sagra del tartufo, Tartufest, che celebra la prelibatezza insieme ad altri piatti della tradizione a base di farina di castagne. Nel mese di agosto si tengono anche diverse manifestazioni, molte legate all’Assunzione di Maria.