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“In mezzo alle montagne c’è il lago d’Orta. In mezzo al lago d’Orta, ma non proprio a metà, c’è l’isola di San Giulio”.

Gianni Rodari

Così comincia uno dei più bei libri di Gianni Rodari, C’era due volte il barone Lamberto o anche I misteri dell’isola di San Giulio.

L’isola di San Giulio

Il nostro viaggio prende inizio avvio da questo celebre incipit del grande giornalista e scrittore di fiabe per bambini Gianni Rodari. Si tratta di una novella ambientata proprio in questa piccola ma misteriosa isoletta che si staglia quasi in mezzo al lago di origine glaciale, piccolo cugino tranquillo del lago Maggiore. Il ricchissimo e vecchio barone Lamberto sarà un personaggio esistito realmente? Mah… e la sua casa sarà visibile nell’isola? Invenzione o realtà, quello che ho visto io è stata la bellezza della natura (flora e fauna caratteristica) del lago e la magia del silenzio. Ad accogliermi, subito appena sbarcata dal traghetto preso ad Orta San Giulio (romantico borgo sul lago), l’intensa “via del silenzio” con le sue tante stazioni costellate da frasi meditative sull’importanza del silenzio e del vivere intensamente l’attimo presente. La potenza meditativa dell’isola si sprigiona in ogni angolo e ha come culmine l’imponente e misterioso monastero delle suore benedettine di clausura incastonato al centro dell’isola, sulla base dell’antico castello.

Di quanto questo luogo e il lago stesso siano ambienti fiabeschi e adatti a grandi e piccini, ne ho la conferma: infatti, che il tempo sia bello o brutto, sprigionano un fascino incredibile. Tanto che Gianni Rodari, non solo si è ispirato a loro per scrivere alcune sue belle fiabe, ma ha vissuto e qui si trova un fantastico museo a lui dedicato, proprio a Omegna.

Omegna e il museo dedicato a Rodari

Omegna, collocata nella propaggine settentrionale del lago d’Orta, è “una cittadina creativa”, come l’ho battezzata io: passeggiando per le sue viuzze centrali, ci si imbatte in curiose e festose vetrofanie con le citazioni di passi di fiabe di Rodari, ma la vera perla della città è il museo intitolato al celebre scrittore e maestro elementare. Si tratta di un fantastico spazio interattivo dedicato a lui e alle sue fiabe e filastrocche. Qui, attraverso una serie di video interviste, è ricostruita la sua vita e le sue fiabe prendono letteralmente vita e si animano andando a colorare le pareti di ogni stanza. Si può giocare con la fantasia e stimolare la creatività di grandi e piccini: l’immaginazione non ha limiti!

Proprio al museo ho scoperto che molti degli utensili o piccoli elettrodomestici che troviamo abitualmente nelle nostre cucine, ad esempio la storica moka Bialetti o lo spremiagrumi Alessi, sono nati proprio in questa cittadina industriale, grazie all’operosità e genialità degli abitanti.

Visitare il sito ufficiale del museo per ulteriori dettagli.

La Nigoglia “ribelle”

La creatività e il pensiero alternativo della cittadina si rispecchiano non solo sugli abitanti del luogo, ma anche sull’ambiente circostante: curioso è il caso del torrente Nigoglia, definito dallo stesso Rodari “ribelle”. Infatti, rispetto agli emissari dei fiumi che vanno normalmente a sud, verso il mare, questo emissario femmina, la Nigoglia, va verso nord, controcorrente e “fa come le pare”. Ecco il motto che gli abitanti di Omegna dedicano al simpatico torrente, che attraversa all’incontrario la loro città:

“La Nigoja la va in su e la legg la fouma nu”.
Ovvero: “La Nigoglia va all’insù e la legge la facciamo noi.”

Così conclude Rodari sulla ribellione della Nigoglia alle leggi della natura che ci fa pensare all’importanza di pensare con la nostra testa insegnandoci che le grandi imprese nascono dall’andare controcorrente:

"Il Lago d'Orta, nel quale sorge l'isola di San Giulio e del Barone Lamberto, è diverso dagli altri laghi piemontesi e lombardi. È un lago che fa di testa sua. Un originale che, invece di mandare le sue acque a sud, come fanno disciplinatamente il Lago Maggiore, il lago di Como e il lago di Garda, le manda a nord, come se le volesse regalare al Monte Rosa".
C'era Due Volte il Barone Lamberto (1978)

Profilo autore

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Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi vive ad Adria, la cittadina che, secondo la tradizione, ha dato il nome al mar Adriatico. Di professione insegnante, per passione è scrittrice di racconti brevi e poetessa.
Dopo il diploma linguistico, frequenta la facoltà di Lettere Moderne a Padova. Può così coltivare la predisposizione naturale per la letteratura, la lettura e la scrittura, alimentata da una grande curiosità e creatività. Scrive brevi racconti e con due di questi, “Un viaggio nei ricordi” e “Invisibile”, vince due premi letterari: a Torino in occasione del concorso internazionale “Trofeo Penna D’Autore” e a Lendinara nel concorso “l’Arcobaleno della Vita”. La sua inclinazione letteraria si sposta, quindi, sulle poesie e sperimenta molto in quell’ambito. Alcune delle sue liriche partecipano a eventi culturali della sua città: ad esempio “Anima gemella” vince il quinto premio nella manifestazione “Adria in love”. La sua scrittura è definita evocativa ed emozionale per il frequente utilizzo di immagini e descrizioni.
La sua formazione umanistica si arricchisce di due esperienze interessanti: la collaborazione come giornalista freelance con il quotidiano “La Voce di Rovigo” e lo stage come addetta stampa in una agenzia di comunicazione e marketing a Padova.
L’interesse spiccato per la letteratura la porta a intraprendere la professione attuale di insegnante d’italiano.
Le sue passioni, oltre alla scrittura, sono le passeggiate in mezzo alla natura, la danza, il disegno, la musica e il canto, il viaggio.
Mi piace esplorare e trovo che il viaggio sia il miglior modo per perdersi e ritrovare sé stessi.

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