Il Parco e il Castello di Sammezzano: un patrimonio da salvare

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Molte persone non sanno che i famosi alberi di Sequoia nativi della California esistono in altre parti del mondo. Il più grande esemplare in Italia si trova in un luogo chiamato il Parco di Sammezzano a Leccio (Reggello, Firenze). Il suo Castello è molto più noto degli alberi che lo circondano.

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©Marie Contino

Il Castello di Sammezzano

Ero incuriosita del luogo noto come Sammezzano e ammetto, inizialmente, non era per i suoi alberi giganti o il parco, ma per il suo Castello.

Il Castello di Sammezzano è uno dei castelli più sbalorditivi di tutti i monumenti di tutta Italia. Attualmente si trova in prima classifica dei “Luoghi del Cuore” FAI. Essere il numero uno in un paese con il maggior numero di siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO in tutto il mondo non vuol’ dire poco! 

La sua bellezza è quasi senza precedenti. A soli 40 km da Firenze, la terra era originariamente di proprietà dei Medici e veniva utilizzata per le spedizioni di caccia. Nel 1605, la proprietà fu venduta a lontani parenti dei Medici di nome Ximenes d’Aragona.

Verso la metà dell’800, il Marchese Ferdinando Panciatichiit iniziò a costruire il Castello ed è a lui che si deve il  design e la bellezza eclettica dell’opera. In realtà, era piuttosto affascinato dall’architettura moresca e questo si riflette nel Castello che ricorda molto dei palazzi reali in Spagna o persino il Taj Mahal. Ognuna delle sue 365 camere è decorata in modo unico con colori e dettagli spettacolari, la più famosa di tutte è la “Sala Pavone”. La BBC ha nominato il suo soffitto come uno dei 10 soffitti più belli del mondo (la maggior parte della lista era già patrimonio mondiale dell’UNESCO).

Visitare oggi

Con mio grande malcontento, la grandezza e lo splendore unico degli interni del Castello possono  essere apprezzate soltanto attraverso le foto di alta qualità di altri visitatori che hanno avuto la fortuna di dare un’occhiata all’interno. Se vai oggi, vedrai un Castello freddo e solitario dall’esterno che è recintato in un modo molto scarno. Puoi infilare le braccia nelle grate della recinzione e cercare di ottenere lo scatto perfetto di un Castello di una volta e chiudere gli occhi e immaginarlo come era nei suoi giorni di gloria.

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©wikimedia commons

A causa di decenni di cattiva gestione, ora Sammezzano è completamente chiuso e ha disperatamente bisogno di restauro. Esiste una petizione pubblica per Salvare Sammezzano che ha come proposta  l’acquisto della proprieta’ da parte della FAI. È elencato come uno dei 7 monumenti del patrimonio più in pericolo di tutta  l’Europa.

Non essendo italiana, la mia prospettiva di estraneo trova questo atroce e frustrante. Gli italiani non si strabigliano. Non si rendono conto che così tante volte la bellezza travolgente che si trova in questo paese è spesso trascurata e sottovalutata sia dal governo che dagli italiani stessi. Purtroppo, Sammezzano è caduto in preda di questa mentalità.

La “Sequoia Gemella”

Prima di raggiungere il Castello, abbiamo proseguito lungo il sentiero seguendo le indicazioni per la “Sequoia Gemella” (chiamata cosi’ per il suo tronco gemellare). Avevo letto al riguardo prima della nostra visita perché credevo xenofobicamente che questi giganti potevano essere trovati solo in California. Mentre è vero che sono originari della California, è anche vero che possono essere trovati e persino vigoreggiare, in altre parti del mondo, purché le condizioni siano giuste.

Il microclima unico di Leccio sembra essere un ambiente che piace alle Sequoie. La cosiddetta “Sequoia Gemella” appartiene in realtà alla specie Sequoia sempervirens. L’albero più alto di tutto il mondo è proprio questa specie che si trova in California e che nel 2013 misurava 116 m di altezza! La sua posizione è tenuta segreta per paura del vandalismo.

Non sapevo davvero cosa aspettarmi mentre camminavamo nel bosco così fresco e umido e tra le foglie ammucchiate. Avevo paura di rimanere delusa per il fatto che la mia prospettiva contaminata fosse quella di aver visto “gli originali” numerose volte. 

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©Marie Contino

Abbiamo continuato a seguire le indicazioni lungo il percorso passando tra i lecci. Pensavo che se qualcuno fosse in grado di riconoscere una Sequoia (a parte un arboricoltore), dovevo essere io. Continuando per il percorso dubitavo che l’avremmo persino visto, quando, tutto d’un tratto, ho riconosciuto l’inconfondibile colore e i lineamenti della corteccia. Quando ho volto la testa verso il cielo per avere la conferma, ho capito senza ombra di dubbio che l’avevamo trovato.

Torreggiando per circa 54 metri sopra la terra e quasi 9 metri di circonferenza, la Sequoia Gemella è il secondo albero più alto in Italia (misurato nel 2017 dalla Giant Trees Foundation).

Qui nel Parco esistono anche esemplari della Sequoia giganteum che, come suggerisce il nome, sono i veri giganti del mondo. Possono vivere fino a 3.000 anni e l’esemplare noto come General Sherman nel Parco Nazionale di Sequoia in California possiede il titolo dell’albero più grande in volume di tutto il mondo.

Le Sequoie di Sammezzano sono solo “bambini” in confronto, ma diamogli il tempo. Con le condizioni giuste e con un colpo di fortuna, anche loro raggiungeranno il cielo come i loro parenti lontani in America.

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©Marie Contino

Come arrivare

Raggiungere il Parco Sammezzano è molto semplice in auto poiché è appena fuori dall’Autostrada del Sole A1 (uscita Incisa-Reggello). Il nostro navigatore ci ha portato facilmente alla stradina in salita che conduce al parco e al Castello. Abbiamo scelto di lasciare l’auto in un parcheggio residenziale in fondo alla strada ed è stata la scelta giusta.

L’escursione non è troppo faticosa, ma si consigliano scarpe da trekking poiché gran parte del percorso non è asfaltato e le foglie bagnate possono essere scivolose. Non vi è alcun costo per entrare nel parco o per raggiungere il prato davanti il Castello dove è possibile scattare alcune foto e fantasticare sull’interno che, un giorno, si spera venga riportato al suo splendore originale.

Articolo di Marie Contino