Un Tour Gastronomico a Napoli con aneddoti sulla cultura

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Mentre attendo un gruppo di amici norvegesi, con cui effettuerò un tour gastronomico di Napoli in sette tappe, lo Street Food Deluxe, sono seduta su una panchina in piazza Carità. Questa piazza fu cara a Giacomo Leopardi, che trascorse a Napoli gli ultimi anni di vita, attratto dalla mitezza del clima.

Il Caffè a Napoli

I miei amici sono molto interessati alla storia del caffè e mi chiedono quale sia l’orario giusto per consumarlo, quanti se ne possano bere in un giorno, quale sia la migliore marca di caffè. In realtà non c’è una regola precisa perché il caffè è soprattutto un momento di condivisione.
Questa bevanda, che oggi è la più amata dagli italiani, all’inizio ebbe difficoltà ad affermarsi nel nostro paese causa dei suoi poteri eccitanti, infatti, era ritenuta la bevanda del diavolo. Il caffè è associato al numero 42 nella tombola napoletana. Questo gioco nacque nel 1734 da una diatriba fra il re Carlo III di Borbone ed il frate domenicano Gregorio Maria Rocco. Mentre il monarca voleva ufficializzare il gioco del lotto nel Regno per aumentare gli introiti nelle casse dello Stato, il frate riteneva il gioco amorale. Alla fine, la spuntò il re, a patto che durante il periodo natalizio il gioco fosse proibito per non distrarre i fedeli dalle preghiere. In realtà molti numeri della tombola moderna sono associati alla religione. E così il numero 24 è la vigilia, il numero 25 è il Natale, il numero 26 è S. Anna…                 

La mozzarella di bufala

Fra tutte le specialità campane che propongo durante il tour, una stupisce piacevolmente i miei amici: la mozzarella. Documenti risalenti al XIV secolo attestano che questo latticino, prodotto con latte di bufala, veniva offerto dai monaci del monastero capuano di San Lorenzo ai pellegrini in viaggio. La mozzarella si abbina perfettamente all’Asprinio di Aversa. Del resto Aversa e Battipaglia sono le due maggiori aree di produzione della mozzarella di bufala campana DOP. Anche la Falanghina, il Greco ed il Pallagrello Bianco si sposano bene con questa specialità. Credo che la mozzarella sia uno dei migliori souvenir che un viaggiatore possa portare a casa di ritorno dalla Campania.

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La pasta

Un tour gastronomico non può non contemplare la pasta; soprattutto spaghetti e maccheroni. Abbiamo un tavolo prenotato a pochi passi da San Domenico Maggiore. La radio trasmette la canzone “Mala Femmena” ed io spiego che tale canzone fu composta nel 1951 da Totò.                 

I miei amici vogliono conoscere la storia delle pietanze che stanno mangiando e quindi racconto loro che questo tipo di pasta ebbe un celebre estimatore: Ferdinando IV di Borbone. Stando al racconto di un ospite irlandese della corte borbonica, il re era solito mangiare i maccheroni con le mani, disdegnando l’uso delle posate. I miei amici sono talmente colpiti da questo aneddoto, da tempestarmi di domande su Ferdinando IV, i Borbone, i rapporti fra Napoli e la Spagna negli ultimi 300 anni.        
Il tour si trasforma in una lezione di filologia e civiltà iberica!

Tappa obbligatoria a San Gregorio Armeno

Concluso il pranzo al ristorante, ci incamminiamo verso San Gregorio Armeno. Le botteghe sono sempre in fermento ed i pastori che popoleranno il presepe vengono prodotti durante tutto l’anno. Ciò che mi affascina maggiormente di questi presepi sono le fontane ed i mulini; oltre ai pastori tradizionali ci sono statuette che raffigurano personaggi famosi e uomini politici.

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‘O curniciello

Ma i miei amici sono incuriositi da uno strano oggetto che hanno visto dappertutto a Napoli: ‘o curniciello. La storia del corno iniziò intorno al 3500 a.C., nel Neolitico. Questo amuleto era utilizzato da coloro che vivevano nelle caverne come auspicio di fortuna e fertilità. Durante il periodo ellenico, il corno fu utilizzato come una sorta di dono votivo della Dea Iside, affinché potesse assistere alla procreazione degli animali. L’abitudine di colorare il curniciello di rosso risale al Medioevo. Il rosso era considerato simbolo di vittoria sui nemici e di buon auspicio.

Concludere con limoncello

Il tour si conclude degnamente con una degustazione di limoncello e crema di limoncello. Quest’ultima si differenzia dal limoncello per l’aggiunta di latte e per la minore gradazione alcolica. È interessante ricordare che l’invenzione del limoncello, che risale agli inizi del Novecento, è contesa fra sorrentini, amalfitani e capresi. All’interno del negozio in cui effettuiamo la degustazione è possibile acquistare anche bottiglie di meloncello, una crema di liquore tipica del Sud Italia.

Il tour gastronomico si è concluso. Saluto i miei amici, che sono molto soddisfatti del tour.

foto galleria copyright: Anna Visconti

Profilo autore

Anna Visconti

Anna Visconti è nata a Caserta.

Fin da adolescente ha dimostrato un forte interesse per la letteratura inglese e per i libri di etologia. Durante gli anni del liceo, sognava di diventare una scrittrice. 

Ha studiato Lingue e Letterature Straniere presso l’Università Federico II di Napoli e successivamente, seguendo l’esempio di Ulisse, uno dei suoi personaggi letterari preferiti, ha lavorato come tour leader e come receptionist, in modo da poter viaggiare e vedere il mondo.

Ama moltissimo gli animali ed ha già adottato quattro cani ( il numero è destinato a crescere! )

Per loro ha appeso la valigia al chiodo ed ha scelto di dedicarsi all’insegnamento delle lingue straniere. Attualmente insegna lingua inglese a Roma ed a Pozzuoli.

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